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Scrivono di noi… La formazione professionale oggi nel mercato del lavoro di Vercelli

Notizia Oggi, svolgendo un mirabile lavoro d’inchiesta a tutto campo sulla situazione del mercato del lavoro a Vercelli, ci ha chiesto una prospettiva sul lato della formazione professionale.

Esperti del web? Non solo! Servono elettricisti e meccanici…

Bulgarelli (Cnos Fap): «I nostri allievi trovano subito lavoro; la domanda per certi profili professionali è fino a quattro volte maggiore rispetto alle disponibilità.»

VERCELLI (ps) Il mondo del lavoro è in continua trasformazione, sono sorte negli ultimi anni nuove professioni legate al mondo digitale: “content creator”, “social manager”, “web designer”. E si potrebbe continuare per diverse righe. Ma le aziende nella realtà cercano disperatamente meccanici e altre figure professionali ben più tradizionali e consolidate. Ciò emerge da alcuni dati forniti da Andrea Bulgarelli, docente del CNOS-FAP del Belvedere. Il centro salesiano vercellese che propone corsi di Meccanica Industriale, Meccanica Auto, Acconciatura e Termoidraulica, è una realtà storica della città, un osservatorio ideale per capire dove sta andando in questo momento il mercato del lavoro.

«In generale dalla nostra rete nazionale salesiana e dalle tendenze del settore formativo – esordisce Bulgarelli – risulta che in questo momento le aziende italiane richiedono addetti di meccanica industriale, elettricisti, automotive… oppure operatori nei servizi e per il settore vendita. I diplomati nei centri professionali non bastano a riempire tutte le posizioni aperte sul mercato. Il rapporto tra la domanda e l’offerta di lavoratori qualificati arriva fino a 4:1 in un settore come la meccanica industriale, e non solo, anche il comparto “Servizi alle persone-Benessere” (che include anche acconciatori ed estetisti), mette in luce la difficoltà di reperimento di personale, con picchi del 50% in Piemonte. Ciò significa che ogni 2 estetisti o acconciatori cercati, 1 è impossibile da trovare. Le cause principali citate dalle imprese sono la mancanza di candidati e l’inadeguatezza delle competenze rispetto alle innovazioni del settore. A livello regionale, la difficoltà di trovare profili con qualifica o diploma professionale si attesta mediamente al 50,2%. Per il nostro Centro Formativo Professionale, questo dato rappresenta una conferma strategica: il mercato “chiama” i nostri ragazzi e ragazze ancora prima che finiscano il percorso di studi».

Si può avere un’idea delle percentuali di occupazione dei ragazzi neo diplomati?

«Posso presentare l’esperienza del Cnos-Fap. Nel 2025 la nostra organizzazione, sono dati nazionali, ha raggiunto un “successo formativo” pari al 94,3% degli allievi e delle allieve che a un anno dal diploma o lavorano, oppure proseguono gli studi, o si impegnano in percorsi di crescita professionale. Una curva che continua a crescere. Nel 2024, sempre a livello nazionale, il 38,9% lavorava, il 52% stava proseguendo gli studi e il 3,4 era impegnato in tirocini o servizio civile e attività similari. Per Vercelli il successo formativo è sopra il 90%».

Quali caratteristiche sono richieste?

«Al di là delle competenze specifiche chi assume apprezza abilità come la capacità di comunicazione, di creare relazioni interpersonali e di lavorare in armonia con i colleghi».

Come sta evolvendo il mondo della formazione?

«Il sistema scolastico e di orientamento rischia di sottostimare l’importanza delle attitudini pratiche e il valore economico e sociale dei bravi artigiani. Uno dei segni del cambiamento di mentalità delle famiglie, che piaccia o no, è il minimo storico di iscrizioni al liceo classico raggiunto quest’anno.

Che sbocchi trovano i vostri ex allievi?

«Come detto la maggior parte trova lavoro nelle imprese del territorio. In generale possiamo vantarci di aver formato negli anni molte persone che ora figurano tra i titolari di aziende e negozi anche di grande successo imprenditoriale».

La formazione professionale sta comunque cambiando, con importanti novità: «Con i nuovi percorsi 4+2 – spiega Bulgarelli – (4 anni di superiori più 2 anni di Istituto Tecnico Specializzato) l’Italia per la prima volta apre un percorso che consente di terminare gli studi con un profilo professionale completo e altamente qualificato entro i 20 anni, come già avviene in quasi tutte le altre nazioni del mondo dove sia le scuole superiori che l’università durano meno che da noi».